I PROTOTIPI DIMENTICATI DELL'EST EUROPEO (Parte 2)

Negli anni della guerra fredda il panorama automobilistico dell'Est europeo era decisamente deprimente.

Le industrie automobilistiche dovevano fare i conti con i pochi finanziamenti, con le imposizioni della politica e l'immobilismo tecnico e stilistico a cui erano assoggettati ingegneri e designers. Nonostante questo si sognava e si sperimentava, cercando di trovare il giusto compromesso tra economicità e praticità.
I risultati però erano quasi sempre particolarmente brutti e quasi mai destinati alla produzione.

I nomi Trabant, Wartburg, Moskvitch, IZH, FSO, etc., a molti risulteranno poco familiari o del tutto sconosciuti, ma per tanta gente che abitava aldilà della "cortina di ferro" erano l'unica soluzione ai problemi di mobilità.
Probabilmente l'ottusaggine della dirigenza politica di quegli anni ha avuto la sua parte di colpe nel mancato sviluppo di tecnologie e design da applicare all'automobile, vista solo come mezzo di trasporto o da lavoro, preferendo sviluppare altri settori, come gli armamenti o la "corsa allo spazio".

I prototipi qui presentati sono una piccola parte di quei "sogni", creati da designer, ingegneri e progettisti che non volevano assoggettarsi a quel tipo di "monotonia tecnica". Auto che fanno sorridere, forme bizzarre, ma anche idee valide e innovazioni tecnologiche che le avrebbero rese più performanti e più sicure, ma tutte vanificate in nome di ideali che poi sarebbero crollati.

Elaborazione testi e ricerca fotografica: Buonocunto Mario

FSO (POLONIA)

La compagnia automobilistica polacca FSO (acronimo di Fabryka Samochodòw Osobowych), specializzata nella produzione di automobili con il marchio "Warszawa", fu fondata nel 1951. Nel 1953, gli ingegneri della fabbrica cominciarono a sviluppare una propria auto. Dopo altri quattro anni progettazione, prove ed esperimenti, fu introdott il modello Syrena a trazione anteriore. Le sue dimensioni erano notevolmente più piccole di quelle di FSO Warszawa. La produzione della Syrena durò fino al 1968, poi la FSO, grazie ad un accordo con la Fiat cominciò a produrre modelli del marchio italiano modificati. Nel 1996, le risorse della società FSO erano completamente esaurite ed il rilascio di un nuovo modello era impossibile, sia dal punto di vista tecnico che economico. La FSO fu asoorbita dalla società sudcoreana Daewoo, che lanciò la produzione dei suoi modelli in vendita in Europa negli stabilimenti dell'azienda polacca. Nel 2011 la General Motors (proprietaria della Daewoo) cessò di produrre le auto. Dopo il licenziamento globale dei dipendenti, sia la fabbrica che le piste vennero demolite o vendute.

 

 

1960 FSO SYRENA SPORT PROTOTYPE
La FSO Syrena Sport Prototype venne presentata il 1 maggio del 1960. Il lavoro sul prototipo era durato più di tre anni. La parte più interessante risulta essere la linea della carrozzeria progettata dall'ingegnere Cezary Nawrot ed interamente realizzata in plastica. L’auto montava un motore boxer su cui erano stati utilizzati alcuni elementi della motocicletta Junak, prodotta dall'azienda polacca SFM (acronimo di Szczecinska Fabryke Motocykli) negli anni ’50. La FSO non ha mai previsto di intraprendere la produzione di questa vettura. Era un veicolo sperimentale principalmente finalizzato allo studio della tecnologia di fabbricazione delle carrozzerie in plastica.
Una curiosità: Il 30 maggio del 1960, il quotidiano italiano "Il Giorno" pubblicò un ampio articolo sulla Syrena Sport Prototype, in cui veniva definita "l'auto più bella dietro la cortina di ferro".

1953 FSO SYRENA PROTOTYPE
La storia della Syrena inizia nel maggio del 1953, quando il Partito Comunista di Polonia avanzò l'idea di costruire una "macchina popolare". Era destinata principalmente ad "innovatori, leader del lavoro, attivisti, scienziati e rappresentanti di spicco dell'intellighenzia comunista". Al fine di ridurre al minimo i costi di produzione del prototipo della Syrena, la società utilizzò alcuni elementi della Warszawa M20, già in produzione da un paio di anni. Il prototipo definitivo fu presentato alla XXIV Esposizione Internazionale di Poznan nel giugno 1955, mentre quello in foto è uno dei prototipi di prova.

ZAZ (RUSSIA)

Nata nel 1958 per volere del Governo Centrale, la ZAZ doveva rappresentare l'auto del popolo ovvero la vettura della motorizzazione di massa sovietica. Tale impresa riuscì solo in parte a questa fabbrica di Zaporozhe (Ucraina), in quanto si era ancora in epoca stalinista ed i mezzi di trasporto privati facevano ancora fatica ad affermarsi. Le Zaz, in particolare la mitica "966", verranno importate e vendute (?) anche in Italia, ma con scarsissimi risultati.

 

1970 ZAZ-1102
I primi prototipi di un'auto a trazione anteriore furono creati dalla ZAZ sotto la guida del capo progettista V.P. Steshenko ed apparvero nella seconda metà degli anni '70. Il ministero dell'industria automobilistica sovietico però sospese i preparativi per la produzione e obbligando la ZAZ a progettare l'auto in collaborazione con la VAZ (Lada) sulla base del modello 1101 sperimentale. Anni dopo questo modello vedrà la luce come "Zaz Tavria", un'auto di discreto successo nei paesi oltre cortina, e "sorella" di altri modelli simili come la Vaz Samara e la Skoda Favorit. Quando si dice la "sinergia di gruppo"...

1970 ZAZ-1102 COUPE'
Il progetto della famosa "Tavria" uscì dalla catena di montaggio solo nel 1987. Tuttavia, negli anni '70, i progettisti tentatarono di sviluppare un successore per le classiche, vecchie, Zaz. L'auto doveva avere un moderno assetto a trazione anteriore ed il motore, contrariamente alla tradizione, doveva essere sotto il cofano e non nel bagagliaio. All'inizio, provarono con una berlina a 3 porte, che apparve nei primi anni '70. Ma il ministero dell'industria automobilistica sovietico non era interessato, quindi i progettisti progettarono sulla base di quella berlina un discreto coupé a due porte con le stesse caratteristiche tecniche. Neanche questo modello interessò il partito, quindi, nel 1977, fu presentata una terza versione della berlina a trazione anteriore, ma fu respinta anche questa. Solo al 4° tentativo il Ministero dei Trasporti russo approvò i piani per la produzione della futura Tavria. Per dire, come andavano le cose in quegli anni...

 

1967 ZAZ-1104
È difficile da credere, ma questa avveniristica coupé, con carrozzeria in fibra di vetro e telaio in alluminio, apparve nel lontano 1967. Nell'ambito della competizione creativa ed attraverso gli sforzi dei giovani designers, fu sviluppato un modello di auto che non aveva niente da invidiare ai più celebrati modelli occidentali in termini di design e modernità. L'autore del progetto, Vladimir Steshenko, riuscì a superare la fase del layout di plastilina e costruì una carrozzeria in pannelli di fibra di vetro su un telaio in alluminio. Tuttavia, non arrivò mai alla fase successiva, l'installazione di un motore nell'auto, sebbene il progetto prevedesse varie opzioni di alloggiamento. Avrebbe potuto montare un 1100 o anche un 1600. L’auto sarebbe stata dotata anche di servosterzo e servofreno per una migliore guidabilità. Ma in quegli anni tutto lo sforzo delle industrie era nella produzione di auto di massa ed un modello così "fuoriserie" fu considerato inappropriato dal Ministero dei Trasporti.

RINGRAZIAMENTI

Per realizzare questa pagina ho consultato decine di siti, la maggior parte russi e naturalmente scritti in cirillico, (lingua che non ho il piacere di conoscere), ma che mi hanno fatto scoprire un nutrito gruppo di appasionati, come me, di prototipi e vetture sperimentali. Vorrei ringraziarli tutti, ma tra le decine di pagine aperte e chiuse, traduzioni, ricerca di foto, salvataggi vari, qualcuna mi sarà sfuggita. Sono particolarmente grato agli appassionati dei seguenti siti:
http://www.autosoviet.altervista.org, http://www.paul-wouters.nl, http://carmotorcycles.org, http://automedia.investor.bg, http://wroom.ru