CRONOLOGIA MODELLI



Alfa Romeo 6C 1500
Alfa Romeo 6C 2500 Freccia d'Oro
Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d'Este
Alfa Romeo 1900 Sprint
Alfa Romeo 2000 Spyder
Alfa Romeo 2600 Spyder
Alfa Romeo Giulia Sprint GTC
Alfa Romeo C52 Disco Volante Spider
Aston Martin DB5
Bristol 401
Ferrari 166 Inter
Iso Rivolta Grifo
Jensen Interceptor
Lamborghini 350 GT
Lamborghini 400 GT 2+2
Lancia Flavia Convertibile
Lancia Flaminia GT
Lancia Flaminia GT Convertibile
Maserati 5000 GT

CARROZZERIA TOURING



La Carrozzeria Touring venne fondata a Milano all'inizio del 1926 dall'avvocato Felice Bianchi Anderloni e dall'amico, esperto di amministrazione, Gaetano Ponzoni, che rilevarono la Carrozzeria Falco di Vittorio Ascari, fratello del pilota Ferrari, Alberto.
Il loro intento fu quello di creare una carrozzeria non legata, come avveniva in genere a quell'epoca, a tradizioni artigianali o addirittura a evoluzioni di fabbricanti di carrozze a cavalli, ma libera di dare sfogo alle proprie idee interpretative dello stile e dei metodi costruttivi.
La Carrozzeria Touring iniziò la sua attività in via Ludovico da Breme 65 a Milano, non molto lontano dal Portello dove operava l'Alfa Romeo, a pochi isolati dalla Citroen Italia e vicino alla via Monterosa, sede della Isotta Fraschini. Una intuizione che si rivelò felice, perchè proprio da queste tre case automobilische arrivarono i primi telai da "vestire" con le proprie carrozzerie.

Ma la costruzione delle sole carrozzerie non era quello a cui ambivano i due soci. Nacque così l'orientamento verso quella specializzazione a 360° che fu sintetizzata dal motto che seguì ogni creazione della carrozzeria: "Il peso è il nemico, la resistenza dell'aria l'ostacolo".
Il primo passo verso la realizzazione di auto più leggere si concretizzò con l'acquisizione della licenza di costruzione Weymann (Il sistema Weymann consentiva di sostituire le lamiere in ferro, da chiodare alla rigida struttura in legno, con pannelli in leggera finta pelle, la pegamoide, fissati ad una scocca in legno alleggerita nella struttura. La scarsa resistenza nel tempo della pegamoide che si seccava, raggrinzendo, spinse i tecnici Touring a sperimentare nuove soluzioni).

Nacque così, negli anni 1935-1936, il loro metodo di costruzione (che li avrebbe poi resi famosi in tutto il mondo), il Superleggera.
La tecnica Superleggera, che derivava dall'esperienza acquisita nella lavorazione di parti di aeroplani, prevedeva una scocca costituita da sottili, ma resistenti, tubi d'acciaio al Cromo-Molibdeno. A questa scossa venivano applicati i pannelli in alluminio della carrozzeria. Telaio e scocca, inoltre, erano tutt'uno, anticipando di parecchi anni l'avvento della scocca portante.
Inoltre venivano alleggerite tutte quelle parti della carrozzeria non strutturali, come i sedili, ricostruiti con strutture tubolari ed i cristalli laterali sostituiti da pannelli di plexiglas.

Negli stessi anni, dopo aver usato le gallerie del vento della Breda e del Politecnico di Milano, la Touring costruì in proprio una sorta di rudimentale galleria del vento, per migliorare la profilatura delle proprie carrozzerie. Così dopo aver superato brillantemente l'ostacolo del peso si ebbe ragione anche dell'altra parte del motto, quella riguardante l'aerodinamica.

La Carrozzeria Touring carrozzò vetture di tutte le marche italiane, da quelle più note a quelle ormai dimenticate, ma non trascurò le prestigiose case straniere come Bugatti, Mercedes, Talbot, Bristol, Pegaso, Hudson, Frazer-Nash, Aston Martin, Lagonda.
Non paga di eseguire le carrozzerie per case estere seppe far sì che, unica fra tutte le carrozzerie, queste non si limitassero a far eseguire il lavoro a Milano, ma ne acquistassero il brevetto ed il know-how, o la licenza di costruzione Superleggera, per produrre nei loro stabilimenti le carrozzerie col marchio Touring Superleggera.

Dal dopoguerra in poi sono state progettate (ed in alcuni casi anche assemblate direttamente) con la tecnica Superleggera alcune fra le più belle autovetture italiane, come le Alfa Romeo 6C 2500 Freccia d'Oro (1947), la 6C 2500 Villa d'Este (1949), la 2000 Spyder e la 2600 Spyder, le Aston Martin DB5, le Iso Rivolta Grifo, le Lamborghini 350 GT e Lamborghini 400 GT 2+2, le Lancia Flaminia GT e le Maserati 5000 GT.
Ma la vera sopravvivenza economica della Touring sarebbe dovuta arrivare dall'accordo col gruppo Rootes per l'assemblaggio in Italia (e dunque l'introduzione all'interno del MEC come italiane, dato che l'Inghilterra non ne faceva parte) delle Hillman Super Minx e Sunbeam Alpine. Per svolgere questo compito la Touring affrontò notevoli investimenti, come la costruzione di un nuovo stabilimento a Nova Milanese.

L'affare si rivelerà una tragedia per la Touring che, a seguito del fallimento del Gruppo Rootes (rilevato nel 1967 dalla Chrysler), perse la commessa e si ritrovò con forti investimenti da ripagare. Ad affossare la piccola carrozzeria contribuirono anche il fiasco dell'Alfa Romeo Giulia Sprint GTC Cabriolet, tolta di produzione dopo 1000 esemplari, ed il disinteresse della Fiat per il prototipo di 124 Cabriolet 4 posti ricavato dalla berlina.
La Carrozzeria Touring terminò la sua attività il 31 dicembre 1966, a quarant'anni dalla sua nascita.

Il 21 aprile 2006 i diritti in esclusiva del marchio Carrozzeria Touring sono stati acquistati dal gruppo internazionale Zeta Europe BV, azienda con altre filiali collocate nell’area milanese come la “Carrozzeria Granturismo” nei pressi di Arese e la “Ruote Borrani” a Rozzano. I nuovi obbiettivi per la Carrozzeria Touring sono ambiziosi e ben focalizzati: un centro di servizi di alta qualità e professionalità situato a Milano per i prodotti per l’industria automobilistica internazionale. I settori saranno: design automobilistico, modelli, prototipi e produzioni limitate di veicoli di nicchia.

Fonti: Quattroruote - Wikipedia