CARROZZERIA FRUA: CRONOLOGIA MODELLI


1946 Fiat 1100 A Sport
1948 Fiat 1100 A Limousine
1950 Lancia Aurelia Cabriolet
1950 Lancia Aurelia Giardinetta
1950 Lancia Aurelia Limousine
1950 Maserati A6G 2000 Spider
1951 Fiat 1400 Fließhecklimousine
1951 Maserati A6G 2000 Coupé
1951 O.S.C.A. MT4-2AD Coupé Le Mans
1952 Fiat 1100 E Stresa Coupé
1952 Fiat 1400 B Coupé
1952 Fiat 1900 Coupé
1952 Panhard D.B. 850 Coupé
1952 Panhard Nardi 750 Spider
1953 O.S.C.A. MT4-2AD Spider
1953 Panhard D.B. 750 Coupé
1954 Alfa Romeo 1900 Ghia SW
1954 Ermini 1100/1300/1380 Coupé
1954 Fiat 1100 TV Coupé
1955 Fiat 1100 TV Cabriolet
1956 Maserati 1500 GT Fantuzzi
1956 Renault Dauphine Coupé
1956 Maserati A6G 54 Spider
1957 Fiat 500 Ghia Aigle Spider
1957 Volvo P1800
1958 Alfa Romeo 1900 SS Ghia Aigle
1958 Fiat 1200 Savio Spider
1958 Chevrolet Corvette Ghia Aigle
1958 Renault Floride Cabriolet
1959 Fiat 600 Viotti Giardinetta
1959 Maserati 3500 GT Spider
1960 Studebaker Lark Italsuisse
1960 Fiat 600 D Savio Spider
1960 VW Italsuisse
1960 Goliath Hansa 1100
1961 Fiat 1300/1500 Lombardi Coupé
1961 Maserati 3500 GTI Coupé
1962 Ford Anglia Spider
1962 Maserati 5000 GT Aga Khan
1963 Glas 1500 Limousine
1963 Glas 1700 Limousine
1963 Glas GT Cabriolet
1963 Glas GT Coupé
1963 Maserati Mistral Coupé
1963 Maserati Quattroporte I
1964 Opel Kadett A Italsuisse Spider
1964 Maserati Mistral Spider
1965 AC 428 Spider
1965 Glas 1004/1304 CL
1965 Glas 1004–1704 Limousine II
1965 Glas V 8
1965 Jaguar E-Type 4,2 l Coupé
1967 AC 428 Fastbackcoupé
1967 BMW/Glas 1600 GT Cabriolet
1967 BMW/Glas 1600 GT Coupé
1967 BMW/Glas 3000 V8
1967 Fiat Poccardi 124/125 Shopping
1967 Monteverdi High Speed 375 S
1968 BMW 1600 GT Rallye-Coupé
1968 BMW/Glas 1800 GL/SA

N.B. La lista, incompleta, comprende una panoramica sulla produzione della Carrozzeria Frua, compresi prototipi, one-off, studi e veicoli di serie.

CARROZZERIA FRUA: CENNI STORICI



Pietro Frua fu uno dei principali carrozzieri e disegnatori della Torino degli anni cinquanta e sessanta - i giorni magici delle vetture sport e l'epoca delle granturismo. Nato il 2 maggio del 1913 e morto il 28 giugno 1983, alcune settimane dopo il suo 70 compleanno. Pietro Frua era il quarto figlio di Angela, una sarta, e Carlo Frua, un impiegato della Fiat a Torino, la metropoli della carrozzeria nell'Italia settentrionale. Dopo la scuola dell'obbligo si è diplomato come disegnatore tecnico alla Scuola Fiat. La sua carriera professionale cominciò all'età di 17 quando fu assunto agli Stabilimenti Farina come un disegnatore tecnico. All'età di 22 ani, divenne Direttore dello Stile agli Stabilimenti Farina, una carrozzeria già affermata in quel periodo. A quell'epoca ebbe i suoi primi contatti con il suo allievo e poi amico di tutta la vita, Giovanni Michelotti, che divenne il suo successore quando Frua diede vita al suo studio nel 1937.

Dopo la guerra comprò una vecchia fabbrica bombardata, assunse 15 operai (incluso Sergio Coggiola, che fonderà la sua carrozzeria nel 1966) e tutta l'attrezzatura per disegnare e costruire automobili La sua prima macchina nota fu una Fiat 1100A Barchetta Sport del 1946. La Maserati fu uno dei primi clienti che contattò Frua per il disegnare la nuova macchina sport 6 cilindri , la A6G. Dal 1950 al 1957, Frua costruì 19 spiders e sette coupé in tre serie di disegno diverso - incluso quelli sull'A6 GCS da corsa. Nel 1957, Frua vende la sua piccola società di carrozzeria alla Carrozzeria Ghia di Torino. Luigi Segre direttore della Ghia lo nominò Direttore del design. In questo periodorua era il esponsabile per il design della Renault Floride, auto che ebbe un buon successo commerciale. Stranamente, proprio questo successo condusse ad un disaccordo tra Segre e Frua sulla "paternità" della macchina. Frua lasciò Ghia per avviare di nuovo il proprio studio di disegno. Nello stesso periodo, Pelle Petterson disegnò la sua Volvo P1800 alla Ghia sotto l'occhio attento di Frua e, spesso è attribuita non sorprendentemente, alla sua penna. Dal 1957 al 1959, Frua disegnò anche molte macchine per la Ghia Aigle, la sussidiaria svizzera della Ghia di Torino.

Dopo che la Ghia Aigle finì la sua breve vita, un impiegato, Adriano Guglielmetti fondò la Carrosserie Italsuisse a Ginevra. A fare i disegni venne chiamato Pietro Frua e, più probabilmente, costruì tutti i prototipi per questa società. La Italsuisse mostrò un Maserati 3500 GTI Coupé nel 1961 al Salone di Ginevra, insieme a due raffinate carrozzerie su telaio Studebaker. Nel 1964 fu la volta di una bella spider su meccanica Opel Kadett. Durante gli anni sessanta, Pietro Frua era fra i car designer più importanti in Italia. La "linea di Frua" era sinonimo del buon gusto. Nel 1963, all'età di 50 ed alla vetta della sua carriera, Frua disegnò per la più piccola casa automobilistica di Germania, la Glas GT Coupé e Cabriolet. Queste furono costruite fino al 1968 anche con il nome di BMW GT, dopo che la casa di Monaco aveva comprato la Glas. In quello stesso anno, Maserati presentò il coupè Mistral disegnato da Frua e la Quattroporte. Con queste macchine la Maserati si posizionò di nuovo in una fascia medio-alta del mercato delle auto di lusso. Nel 1965, AC presentò la AC 428 Convertibile carrozzata da Frua, nel 1967 segui una versione coupè. In quello stesso anno, il costruttore svizzero Monteverdi avviò la costruzione di un coupé carrozzato da Frua su meccanica Chrysler.

Alla fine degli anni sessanta, Frua tentò invano di prolungare il suo successo con la Glas facendo una dozzina di proposte alla BMW. La casa tedesca però decise di fare da sola, ma l'influenza di Frua può essere notata in tutte le BMW dell'epoca e anche in quelle di oggi. Negli anni settanta, Frua ridusse la frequenza delle sue presentazioni, ma nella sesta decade di vita dimostra ancora il suo buon gusto e la sua arte ai più giovani. Nel 1982, Pietro Frua contrasse il cancro ed ebbe un intervento chirurgico senza successo nell'autunno di quell'anno. Morì il 28 giugno 1983, alcune settimane dopo il suo 70 compleanno. Il giornalista automobilistico svizzero, Max Stoop scrisse della sua morte, "Il mondo ha perso l'ultimo romantico fra i carrozzieri italiani." I suoi contributi al car design sono stati enormemente significativi, eppure non ha mai ricevuto quel successo pubblico che avrebbe meritato; la sua natura quieta e senza pretese probabilmente contribuì a questo. Ma le sue creazioni testimoniano il suo lavoro e ne mantengono intatta la memoria.

Storia di Stefan Dierkes (Registro Pietro Frua), Germany.

Troverete la storia completa, ed una descrizione estesa di più di 200 macchine disegnate e costruite da Pietro Frua, sul sito Web del Registro Pietro Frua: www.pietro-frua.de

Fonte: Stefan Dierkes