.::  1987 OLDSMOBILE AEROTECH  ::.


Le specifiche potrebbero non essere precise
DETTAGLI
Costruttore Oldsmobile
Modello Aerotech I
Presentazione Detroit, 1987
Design GM Design / Bill Quan

MOTORE
Tipo Quad 4 modificato
Cilindrata (cc) 2300
Potenza (cv) 850

DIMENSIONI
Lunghezza (mm) 4881
Larghezza (mm) 2184
Altezza (mm) 1016

PERFORMANCE
Velocità (km/h) 430,3
0-100 n/d
   


Progettata dal centro ricerche della General Motors, la Aerotech I era concepita come una coupé monoposto, in cui il pilota era seduto centralmente e per entrare nel ristretto abitacolo faceva scorrere in avanti il parabrezza.

Il telaio era in acciaio e derivava da quello utilizzato sulle monoposto March di Formula Indy di metà anni ottanta, mentre la carrozzeria era in fibra di carbonio. Il motore era alloggiato in posizione posteriore centrale longitudinale, disponeva di un cambio manuale a 5 rapporti e la trazione era posteriore.

Il peso di questa vettura era di soli 725 kg, le dimensioni erano rispettivamente: altezza 1.016 mm, lunghezza 4.881 mm, larghezza 2.184 mm, passo 2.827 mm. Esistevano 2 configurazioni distinte: una a coda corta e alta e montava un piccolo alettone posteriore, l'altra era a coda lunga e rastremata.

La prima versione dell'Aerotech era spinta da un propulsore che aveva come base di partenza il normale Quad 4, montato su alcuni modelli di serie della casa automobilistica americana, ovviamente rivisto e potenziato. Si trattava di un motore a scoppio 4 cilindri in linea, 2,3 litri di cilindrata. Era sovralimentato mediante 2 turbocompressori nella versione con carrozzeria a coda lunga, mentre in quella a coda corta c'èra un unico turbocompressore; era bialbero, 4 valvole per cilindro; a seconda delle configurazioni sviluppava dai 750 CV ai 900 CV.

La vettura era concepita per raggiungere velocità superiori ai 400 km/h, gli studi effettuati in galleria del vento erano finalizzati ad ottenere un profilo aerodinamico che consentisse la migliore penetrazione aerodinamica, con una superficie omogenea, priva di spigoli.

Essendo impiegata ad altissime velocità in circuiti anulari, che praticamente ricreano le caratteristiche di rettilinei senza fine, il carico aerodinamico necessario per tenerla saldamente incollata al suolo, veniva prodotto esclusivamente dal fondo vettura dotato di estrattori che creavano effetto Venturi.

Inoltre la vettura era assettata a soli 2 cm da terra contribuendo a sigillare maggiormente il fondo estrattore. Per mantenere gli idonei valori di deportanza in funzione della velocità, era dotata di un dispositivo regolabile che modificava l'ampiezza dei canali estrattori.


Fonte: General Motors
Image Credit: General Motors