.::  1964 GENERAL MOTORS FIREBIRD IV  ::.


Le specifiche potrebbero non essere precise
DETTAGLI
Costruttore General Motors
Modello Firebird IV
Presentazione New York, 1964
Design n/d

MOTORE
Tipo Turbina (mai installata)
Cilindrata (cc) n/d
Potenza (cv) n/d

DIMENSIONI
Lunghezza (mm) 5842
Larghezza (mm) 1971
Altezza (mm) 1143

PERFORMANCE
Velocità (km/h) n/d
0-100 n/d
   


La Firebird IV è stata, nel 1964, l'idea di General Motors per un futuro a guida autonoma.

Durante gli anni '50 e '60, prese piede in America il "futurismo automobilistico". L'inizio della corsa allo spazio coinvolse anche progettisti ed ingegneri automobilistici, che cominciarono a guardare verso il cielo per l'ispirazione.

La concept Firebird IV fu una delle tante vetture che nacquero secondo le indicazioni di progettazione contagiate dalle aspirazioni astronomiche.

La guida autonoma era un sogno. La General Motors ipotizzava automobili che potessero viaggiare su fantomatiche "autostrade automatiche". La concept Firebird IV era quella automobile.

L'idea di base era un sistema di autostrade elettroniche che avrebbero consentito al veicolo di funzionare autonomamente, utilizzando un sistema di radar per monitorare distanze, velocità e tragitti migliori.

La Firebird IV debuttò alla New York World's Fair del 1964, e sebbene la General Motors dichiarasse che il veicolo fosse alimentato con una turbina, l'auto non ha mai funzionato, nè è stata mai provata. La versione IV era il progetto finale della serie Firebird e sicuramente il più progressista.

Aveva un design molto caratterizzato, dalle linee spigolose, quasi da astronave. All'interno tutta una serie di gadget, rivoluzionari per l'epoca, come un televisore, un tavolo da gioco e persino un frigorifero.

La Firebird IV mostrava un design molto più tranquillo rispetto alle tre versioni precedenti. Le pinne laterali e le ali erano state ridotte al minimo, e le cupole di vetro erano state sostituite con una cabina più convenzionale. Tuttavia, rimanevano molti elementi futuristici.

Le ruote erano nascoste sotto la carrozzeria o sotto le pinne. I fari erano stati relegati ad un pannello sotto la parte anteriore dell'auto, in modo essere invisibili a prima vista. Le porte erano due, con la parte superiore della cabina che si sollevava e si spostava in avanti, permettendo alla parte inferiore di scivolare lateralmente. Sul retro, le vecchie pinne erano state compattate in un unico complesso ad ala che conteneva anche i faretti posteriori. Sotto questo assieme, gli scarichi della turbina completavano il tema aeronautico.

Nonostante si rendesse conto che il progettto era irrealizzabile, nel 1969 la General Motors consegnò il progetto alla Buick, pur di non farlo finire al macero. Partendo da quella idea i progettisti e gli ingegneri della Buick si sono spinti oltre, creando la "Century Cruiser".

Una versione più lussuosa e più attraente, con la sua vernice blue-teal, della Firebird IV. L'auto si caratterizzava per i nuovi sedili girevoli, in modo che i piloti potessero facilmente raggiungere il frigorifero e la televisione durante il loro viaggio quotidiano. Aveva un volante, ma era considerato "inutile", poiché l'automobile avrebbe avuto percorsi già predeterminati guidati da un radar (la vecchia idea delle autostrade automatiche).


Fonte: General Motors
Image Credit: General Motors






 
 
 
    1969 BUICK CENTURY CRUISER