.::  DAVID OBENDORFER  ::.


Nasce a Budapest nel 1974. Consegue la Laurea in Design Industriale alla MOME (Moholy-Nagy University of Art and Design) di Budapest. Da 8 anni lavora per Officina Italiana Design di Mauro Micheli e Sergio Beretta. Lo studio è impegnato da oltre vent’anni nel design delle imbarcazioni Riva e da recente anche in quelle dei cantieri navali Sanlorenzo, sia per quanto riguarda le linee esterne che il design degli interni.

Da parecchio tempo sul web spopolano i rendering della sua rivisitazione della Fiat 127 in diverse versioni e visitando il suo sito, all'indirizzo http://davidobendorfer.com è possibile ammirare i suoi lavori di design, dalla già citata Fiat 127 alla Renault 4 Revival, dalla Fiat 600 60th Anniversary al furgone Citroen Type H 70th Anniversary.
Un sito che "documenta un personale percorso che attraverso un linguaggio contemporaneo racconta storie del passato dell’automobilismo".

Il suo intento, come specificato nel sito, è "cercare possibili punti di passaggio tra passato e futuro studiando e proponendo soluzioni stilistiche in grado di ricostruire continuità interrotte decenni fa".

Un percorso decisamente riuscito, vista l'attenzione mediatica che è riuscito ad attirare sui i suoi progetti.

Archivioprototipi.it è onorata di poter ospitare i lavori, il percorso e la passione che il designer David Obendorfer ha voluto condividere con noi.

FIAT 127 CONCEPT




Questa concept, che vuole essere un rispettoso ommggio a Pio Manzù, ripropone in chiave moderna la leggendaria Fiat 127, ritenuta dall'autore una delle utilitarie stilisticamente più equilibrate in assoluto.

La rivisitazione della Fiat 127, trattandosi di una vettura disegnata secondo i canoni stilistici degli anni ‘70, è stata rischiosa. Mentre i modelli “retrò” europei attualmente sul mercato si basano su automobili progettati negli anni ‘50 o addirittura decenni prima, la 127 originale è stata una delle primissime vetture realmente innovative degli anni 70 concepita con uno stile razionale, volumi puliti e linee semplici.
La distanza di tempo aiuta i modelli “retrò” a distinguersi stilisticamente dalle automobili “normali” enfatizzando il carattere vintage, ma la rivisitazione di un modello troppo moderno rischia di renderlo già vecchio, con un effetto non particolarmente attraente. Il designer ha quindi tentato, di unire passato e futuro in una vettura con proporzioni aggiornate, con un design fedelmente ispirato al modello lanciato nel 1971 e con indubbie soluzioni tecnologiche.

La Fiat 127 Concept ha proporzioni sostanzialmente diverse rispetto al modello originale.
La linea di cintura è più alta, mentre il padiglione sovrastante è più schiacciato per dare una linea più filante all'automobile. I parafanghi sono enfatizzati in termini di tridimensionalità e ospitano ruote più grandi. Il frontale è la parte più innovativa che non manca di qualche citazione come ad esempio la mascherina squadrata ed i fanali sdoppiati. La necessità di renderlo più aerodinamico imponeva un abbassamento dei fanali anteriori inclinandoli all'indietro, ma la parte posta sotto di questi conferma l’inclinazione in avanti del modello originale. Le fiancate e la parte posteriore, nonostante le forme più arrotondate e le superfici più bombate, richiamano in maniera evidente la vecchia 127. La particolarità dei fanali posteriori è un inserto che disegna una sorta di cornice a basso rilievo "scavato" intorno al fanale. Quest'operazione dà una forte personalità alla coda consentendo un giusto equilibrio senza spazi troppo vuoti nonostante i fanali sottili.

Anche gli interni seguono la linea razionale e minimalista con elementi nostalgici che conferiscono una forte personalità alla plancia. Le bocchette d’aria circolari al centro, le maniglie cromate e il disegno del volante a due razze sono riferimenti chiari all’originale. Dettagli tecnologici come il touch-screen multifunzionale a centro plancia invece mettono in evidenza la contemporaneità del modello.

Della Fiat 127 ne è stata curata anche una versione Abarth, anche se la casa dello scorpione all’epoca non offriva versioni elaborate della Fiat 127, ma era impegnata nella produzione della leggendaria A112 Abarth. Il modello più potente della serie fu la 127 Sport introdotta nel 1978, non era però sportiva nel senso tradizionale del termine: non una coupé né una cabriolet o una spider; era più un allestimento sportivo della berlina base, con la personalizzazione estetica e il motore potenziato, seguendo le tendenze attuali secondo le quali era di moda derivare, da auto di grande diffusione, una versione caratterizzata in modo vistoso e con prestazioni intonate alla brillantezza e al piacere di guidare.

RENAULT 4 CONCEPT





Questa nuova edizione della Renault 4 originariamente era stata sviluppata per il concorso "Renault 4 Ever" lanciato nel 2011 dalla Renault in collaborazione con la rivista online Designboom. Il progetto portava il titolo “Impressione d’infanzia” indicando il metodo con cui è stato creato. Come primo step il designer ha eseguito una serie di bozzetti a memoria, cercando di riprodurre l’effetto che la R4 fece su di lui da bambino. Di seguito sono stati proprio questi disegni a stabilire le linee principali della sua reinterpretazione.

Grazie alla notevole visibilità su internet, i numerosi riscontri hanno fornito un feedback preziosissimo aiutandolo ad individuare il punto debole del progetto. La “R4 – impressione d’infanzia” si ispirava alla prima serie della Renault 4L (prodotta dal 1961 al 1967) il cui frontale sfoggia una griglia a forma di U rovesciata. Nella versione di Obendorfer questo stilema rimane appena accennato da una nervatura sopra il marchio Renault.

La griglia stessa è stata eliminata affidando l’areazione del motore alle 4 feritoie sopra la targa. Il muso a calandra chiusa doveva conferire maggiore pulizia alle forme, nonché rendere omaggio ad altre automobili storiche della casa francese come la Dauphine degli anni 50. La soluzione parzialmente ha fallito l’obiettivo, poiché impediva l’immediata riconoscibilità del modello. L’originale R4 nel 1967 fu sottoposta ad un significativo aggiornamento estetico. Sulla nuova gamma comparve una calandra in alluminio ridisegnata che andò ad incorporare i fari. Questo nuovo frontale paradossalmente si è rivelato più caratteristico rispetto a quello della Renault 4L prima serie. Secondo l'autore un’operazione di reinterpretazione stilistica deve considerare questo aspetto, quindi ha recentemente deciso di riprogettare il frontale recuperando in qualche modo la mascherina presente sulla seconda, terza e quarta serie, elemento particolarmente significativo dal punto di vista dell’identificazione del modello.



BMW CS VINTAGE CONCEPT





Questo progetto è una rivisitazione della BMW E9 disegnata da Giovanni Michelotti. In realtà si concentra su due modelli: la 2000 CS (E120) e la E9 di Michelotti che ne prende il posto nel 1968.

A suo tempo la 2000 CS aveva ottenuto un discreto successo grazie alla linea filante, alle prestazioni brillanti e alla buona qualità costruttiva, così la Casa di Monaco di Baviera pensò di elevarne il segmento di mercato d'appartenenza installandovi la nuova generazione di propulsori a 6 cilindri in linea, riprogettando gli interni e ridisegnando l'unica parte di carrozzeria che aveva suscitato perplessità: il frontale. Il nuovo frontale, opera di Giovanni Michelotti, diede notevole slancio a tutto il corpo vettura. Lo stilista torinese eliminò i grossi fari rettangolari e la mascherina limitata al doppio "rene", in favore di un frontale a freccia, dotato di un'ampia mascherina nera opaca e di quattro fari circolari.

L’intervento è molto simile alle operazioni di ringiovanimento applicate oggi da tutte le case automobilistiche che hanno il compito di mantenere il prodotto appetibile e competitivo per il cliente senza effettuare modifiche tecniche sostanziali. Eppure il passaggio tra la E120 e la E9 fu particolarmente importante per la BMW perché il nuovo frontale diede una identità stilistica decisa alla vettura con una fortissima personalità. Il disegno con i quattro fari circolari si è rivelato un schema stilistico vincente che la casa da oltre 35 anni ancora oggi porta avanti evolvendola e riproponendola su tutti i modelli BMW.

La BMW CS Vintage Concept utilizza il pianale di base dell’attuale serie 6 Coupé. Lo stile, nonostante le numerose citazioni provenienti dal passato, è sostanzialmente contemporaneo con proporzioni aggiornate e con dettagli moderni molti dei quali si ispirano a soluzioni stilistiche della nautica.



Si ringrazia il Sig. David Obendorfer per l'uso dei testi e del materiale fotografico.