1991 AUDI AVUS QUATTRO

Il prototipo Avus Quattro è costruito su un telaio tubolare in alluminio contraddistinto da due pezzi separabili per un peso complessivo di soli 52 chili; la parte posteriore comprende il gruppo propulsore e il retrotreno completo. Pure la carrozzeria è realizzata utilizzando l'alluminio, che in questo caso viene solamente lucidato e non verniciato.

La Avus deve il suo nome al celebre autodromo tedesco (che si trova tutt'ora nei pressi di Berlino) e la sua linea si ispira alle vetture da corsa degli anni Trenta i cui elementi stilistici dominanti erano i passaruota slanciati verso l'alto.

Lunga 442 cm, larga 198 e alta 117 cm ha il suo punto di forza sotto il cofano motore che è realizzato in un materiale simile al vetro: alludiamo al sofisticato motore a 12 cilindri a W, vale a dire con tre bancate da quattro cilindri, con le due esterne che formano un angolo di 120° e la terza che si trova al centro tra le due.

Risulta molto compatto ed è sistemato in posizione centrale posteriore, tra i due sedili e il retrotreno. Ogni testata è provvista di due alberi a camme che comandano cinque valvole per cilindro, tre di aspirazione e due di scarico. L'albero motore in acciaio poggia su cinque supporti di banco ed è caratterizzato da quattro gomiti, tanto che le bielle sono raggruppate a blocchi di tré per ogni gomito.

Sono inoltre presenti due alberi equilibratori azionati da catena. Il frutto di tanta tecnica e di una cilindrata di 5998 cm3 si identifica in 509 cavalli a 5800 giri con una coppia massima di 55 kgm a 4000 giri, in grado di spingere i 1250 chili (peso a vuoto) fino a circa 340 km/h, con una accelerazione da 0 a 100 orari in 3".

Al cospetto di tanta sofisticazione tecnica, l'ABS con sistema di regolazione che tiene conto delle forze trasversali, la trazione integrale Quattro ulteriormente sviluppata, il retrotreno sterzante regolato elettronicamente e i poderosi cerchi da 8J x 20 con pneumatici 225/60, possono perfino assumere l'aspetto di dettagli.

Fonte: ArchivioPrototipi.it
Image Credit: Audi