.::   1980 ASTON MARTIN BULLDOG   ::.


Le specifiche potrebbero non essere precise
DETTAGLI
Costruttore Aston Martin
Modello Bulldog Concept
Presentazione Birmingham, 1980
Design William Towns

MOTORE
Tipo V8
Cilindrata (cc) 5341
Potenza (cv) 600

DIMENSIONI
Lunghezza (mm) 4724
Larghezza (mm) 1917
Altezza (mm) 1092

PERFORMANCE
VelocitÓ (km/h) 307
0-100 5,1 sec.
   


Questa concept car Ŕ stata sviluppata per dimostrare la capacitÓ della Aston Martin di produrre una supercar negli anni '80.

William Towns ha progettato la Bulldog poco dopo aver terminato la AM Lagonda e con quest'auto ha portato il design della forma a cuneo agli estremi. Il lavoro di ingegneria iniziale Ŕ stato realizzato con la collaborazione dell'ingegnere capo della Aston Martin, Mike Loasby.

Di particolare rilievo sono le due enormi porte ad ala di gabbiano azionate da un motore elettrico.

Nonostante la sua grande lunghezza e larghezza la Bulldog pu˛ ospitare solo due passeggeri. La strumentazione era dotata di sensori tattili direttamente derivati dal modello Lagonda.

La Bulldog era alimentata da un V8 da 5 litri con turbocompressore Garrett. La potenza erogata al banco di prova superava i 700 CV, anche se una volta installato il motore nell'automobile sarebbe stata limitata a 650 CV.

Era stata presa in considerazione una piccola tiratura di produzione tra 12 e 25 esemplari, ma l'auto rimane esemplare unico. Quando la Aston Martin pass˛ di mano nel 1981, il nuovo presidente, Victor Gauntlett, consider˛ che la societÓ aveva problemi pi¨ urgenti e la Bulldog fu venduta per un valore stimato di 130.000 sterline ad un principe del Medio Oriente.

Molti cambiamenti sono stati fatti durante i 38 anni trascorsi. La macchina, in origine argentata, ora Ŕ verniciata in due tonalitÓ verde metallizzato, mentre la pelle marrone degli interni Ŕ stata sostituita da una pelle beige.

Le altre aggiunte alla macchina includono, finiture dorate per gli interruttori e leve del cambio, dei brutti ma utili specchietti retrovisori ed un monitor che mostra la vista posteriore della vettura.


Fonte: Aston Martin.com
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