CRONOLOGIA PROTOTIPI



1993 Eco Speedster
1993 Eco Sprinter

SMART



Il progetto per una macchina da città di soli due posti risale al 1972 dall'idea di Johann Tomforde, dipendente della Mercedes-Benz.
Il suo progetto venne abbandonato, anche a causa del problema della sicurezza su una automobile che non possiede alcuna zona di deformazione (a tutt'oggi problema risolto solo in parte).
Nel 1989 il progetto viene ripreso in mano, e si inizia lo studio di quella che diverrà poi la cellula Tridion (all'inizio chiamata Crash Box) in metallo ad altissima resistenza. Il progetto verrà confermato e, tre anni dopo, Johann Tomforde mostrerà il primo prototipo ad Irvine (California), in occasione della festa del 4 luglio. Nel dicembre dello stesso anno, Nicolas Hayek, inventore e proprietario della Swatch, convoca l'allora amministratore della Mercedes Benz, Werner Niefer, per lo studio della "Swatchmobile".

Nell'aprile del 1994 nasce a Biel, in Svizzera, una nuova casa automobilistica, la MCC, acronimo di Micro Compact Car. La nuova società è frutto di uno dei piu improbabili accordi mai sottoscritti nella storia dell'automobile, che mette insieme il costruttore delle prestigiose Mercedes, la Daimler-Benz, con la SMH, produttore svizzero di orologi di plastica, gli Swatch, divenuti in breve tempo un vero e proprio oggetto di cult fra le giovani generazioni.

Alla guida della Mercedes (a quel tempo societa autonoma all'interno della Daimler-Benz) c'è Helmut Werner, che sta trasformando la Casa da gigante in perdita in una struttura dinamica e pronta a esplorare nuovi terreni di potenziale espansione, tra cui quello delle vetture compatte. Il capo della SMH è un eccentrico imprenditore svizzero, Nicolas Hayek, che ha saputo ridare slancio all'industria orologiaia con la geniale intuizione degli Swatch, orologi di plastica colorati e a basso prezzo.

Ma Hayek possiede anche marchi piu nobili, come Tissot, Hamilton, Omega e Blancpain, e non è nemmeno del tutto estraneo al mondo dell'auto, dato che - con la sua Hayek Engineering di Zurigo - per trent'anni ha fornito consulenza, oltre che ad aziende come Nestlè, Siemens, Thyssen, anche a Volkswagen e Alfa Romeo.

I colloqui, segreti, fra i due erano incominciati un anno prima, nel marzo 1993, durante il Salone di Ginevra. La nuova societa è partecipata al 51% da Mercedes e al 49% dalla SMH di Hayek. Obiettivo di questa singolare alleanza è produrre un veicolo a due posti che combini le caratteristiche di sicurezza di una Mercedes con l'aria trendy di uno Swatch, che raggiunga velocità adeguate consumando poco, che sia notevolmente più corta di una macchina da città tradizionale, che possa essere alimentata a benzina ma anche a batteria o con una combinazione delle due fonti.

Nel 1996, nascono i prototipi ufficiali e ad agosto il marchio SMART (acronimo di Swatch-Mercedes ART, ma anche parola inglese che significa "furbo") viene registrato. Si capisce perche, attorno a quest'idea innovativa, due realtà imprenditoriali cosi distanti hanno accomunato i loro destini. Per la Casa di Stoccarda si tratta dell'opportunità di esplorare un settore di mercato al quale è sempre stata estranea senza esporsi con il proprio marchio; per Hayek è la possibilita di espandere a sua volta il campo di attività della SMH, applicando all'automobile la filosofia del prodotto a basso prezzo e cercando di replicare il fenomeno commerciale Swatch.

Mercedes porta circa un secolo d'esperienza in campo motoristico, SMH la capacita d'industrializzare prodotti a basso costo e di promuoverne l'immagine a oggetti di culto in breve tempo. Lo sviluppo del veicolo viene fatto a Renningen, in Germania, in un centro tecnico della Mercedes e richiede qualche anno, con investimenti superiori all'equivalente di 500 milioni di euro. Intanto si allestisce anche una fabbrica nuova di zecca e interamente dedicata, con attorno una cittadella dei principali fornitori, ad Hambach, in Francia, a pochi chilometri dal confine tedesco.

Il nuovo complesso produttivo viene battezzato Smartville. La nuova auto è nuova anche per la concezione produttiva: sarà assemblata unendo cinque principali sottosistemi, o moduli, che arrivano preassemblati dai fornitori satelliti. Questa elevata componibilità dovrà anche permettere, per esempio, al cliente finale di sostituire i pannelli di materiale termoplastico della carrozzeria con altri di diverso colore. Nel settembre 1997 la Smart fa il suo debutto ufficiale al Salone di Francoforte.

Questo l'identikit dell'auto che andrà in vendita I'anno successive: lunga 2 metri e 50 centimetri, alta 1,53 e larga altrettanto, è quasi un cubo, ma ingentilito da forme arrotondate. Due posti secchi e poco bagagliaio. Motore posteriore, tre cilindri a benzina di 599 cm3 sovralimentato, con blocco cilindri e testata di alluminio, in grado di erogare - secondo le versioni - 33 kW-45 CV (per la base, denominata "smart & pure») o 40 kW-55 CV (per quelle al top, «smart & pulse» e «smart & passion»).

Cambio, sequenziale automatizzato a sei marce: non c'e pedale della frizione, per passare alla marcia superiore basta un leggero tocco della leva in avanti, all'indietro per scalare. A richiesta (di serie su alcune versioni), una variante che permette di passare ad un funzionamento del tutto automatico (cambio Softouch). Abitacolo protetto da una gabbia di sicurezza di acciaio denominata Tridion. Un prodotto sofisticato, dunque. Forse troppo sofisticato per Hayek, convinto che esso tradisca uno dei presupposti dell'iniziativa poichè difficilmente potrà essere venduto a basso prezzo. Un altro presupposto irrinunciabile per l'imprenditore svizzero era quello della compatibilità ambientale: Hayek voleva che la sua «Swatchmobile» fosse ecologica, spinta da un motore elettrico, ma - al momento della presentazione della Smart, nell'autunno del 1997, la versione alimentata a batterie e quella ibrida, motore a combustione interna abbinato a un motore elettrico, sono soltanto ipotesi non ancora confermate e che, nel migliore dei casi, non verrebbero attuate prima di due o tre anni.

E questo è un altro motivo di divergenza tra i due partner. Hayek, inoltre, vedrebbe di buon occhio una versione a quattro posti, per la Mercedes è prematura. Hayek è nella scomoda posizione di socio di minoranza, per di più con la prospettiva di un impegnativo rifinanziamento da onorare. Nell'autunno del 1998, con circa sei mesi di ritardo sul previsto, la Smart affronta la prova del mercato. II 1° novembre, in coincidenza con l'avvio delle vendite, la Daimler-Benz rileva la quota della SMH.

L'avventura comune finisce qui. Dal punto di vista commerciale, finisce prima ancora di iniziare. La societa si chiama ora MCC Smart e il modello, l'unico in listino, «City-Coupe». Anche il sistema di vendita è innovativo: un centinaio di show room dedicati, chiamati Smart Center, collocati in genere in punti periferici, vicino a grandi centri commerciali, e caratterizzati dalla presenza di una torre di vetro che serve a ospitare le auto in stock, come sullo scaffale di un supermercato. I prezzi, pero, sono da boutique: in media superiori ai 20.000 marchi tedeschi, oltre 20 milioni di lire di allora.

Indirizzo: Leibnitzstrasse 2-6, D-71032 Boblingen
Internet: www.smart.com

Direttore del Design: Hartmut Sinkwitz

Fonte: Quattroruote - TAM