CRONOLOGIA PROTOTIPI


1968 200 GTi

MONTEVERDI



La Automobile Monteverdi AG è stata una marca svizzera di automobili di lusso, fondata nel 1967 da Peter Monteverdi nella città di Binningen presso Basilea.
Peter Monteverdi nasce da padre italiano nel 1934 a Benningen non lontano da Basilea e non appena diplomato entra nell’officina del padre, allora frequentata da trattori e camion. Il giovane Peter all’età di 16 anni costruisce la sua prima vettura e presto capisce che si stanno creando le condizioni per trasformare il business di famiglia in un atelier di automobili prodotte in piccola serie, era il 1965.
All’età di 22 anni, nel 1956, Peter è oramai un riconosciuto "talented race driver" che usa spesso vetture Ferrari per partecipare alle gare. Il Commendatore, per gli ottimi piazzamenti e per la quantità di vetture acquistate, gli concede l’esclusiva per la Svizzera per la vendita delle auto di Maranello: è il più giovane "Ferrari Dealer" al mondo. Seguono altri brand, Bentley, Lancia, Jensen ma comincia a farsi sentire la voglia di fare qualcosa di più, di andare oltre il “confezionato”, di dar vita a qualcosa che incarni la propria sensibilità e visione del concetto di automobile: nasce la Monteverdi High Speed 375S.
Pietro Frua veste il telaio della nuova nata Monteverdi e, quasi omaggiando l’opera di Giugiaro, disegna la 375S che ricorda da vicino quella meravigliosa Maserati che ha contribuito a segnare l’inizio della supercar era: la Maserati Ghibli.

Monteverdi, come le coeve Iso Rivolta e De Tomaso, sceglie la formula del motore americano (Chrysler in questo caso) con potenza e coppia in abbondanza, avvolto dalla sofisticata e romantica eleganza tutta italiana. La scelta del motore americano riflette una semplice considerazione: i cavalli devono tirare adeguatamente la bella carrozza. I motoroni americani hanno tanta coppia, potenza e affidabilità a buon mercato (del GM 327 l’altro grande dell’epoca, Giotto Bizzarrini, esclamò “va più di un Ferrari!”) la linea e gli interni sono realizzati dai grandi carrozzieri italiani per cui la ricetta è allettante e sintonica con quanto era solito ripetere Henry Ford II, “investi un dollaro dove tutti possono vederlo”.

Le vendite danno ragione all’intuizione di Peter, tant’è che ogni anno esce un modello nuovo e la serie High Speed si arricchisce presto con la 375L, 375/4 L e la palestratissima HAI 450 SS presentata a Ginevra nel 1970, un mostro di potenza da 450 cavalli.

La crisi petrolifera è cieca e colpisce un po’ tutti, Monteverdi però ha un’altra intuizione e converte l’atelier in una boutique e mette in produzione versioni “Monteverdi” di veicoli già presenti sul mercato. E’ questo il caso della Monteverdi Sahara e Safari, grande successo commerciale, realizzati su base International Harvester Scout ma caratterizzati da soluzioni stilistiche più raffinate, allestimenti molto lussuosi e adatti all’impiego dove il petrolio non era un’ opzione, tipicamente nelle polverose strade dei paesi arabi. La straordinaria creazione di Fissore, la 375/4 L viene sostituita nel 1977 dalla più modesta Sierra realizzata su base Plymouth Volarè, ovvero la Tiara realizzata su base Mercedes nel 1982. Sono questi modelli di scarso successo che indurranno presto Monteverdi a interrompere la produzione di auto dedicandosi nuovamente alle corse, nel 1991 nel campionato di Formula 1 con il Team Monteverdi Onyx .

La produzione di autovetture Monteverdi durò fino al 1984 anche se negli anni successivi furono ancora costruiti alcuni altri modelli e prototipi. A partire da 1987 l'impianto produttivo fu convertito in museo, aperto sin dal 1985 come "Monteverdi Car Collection" a Binningen. Sebbene in un primo tempo il museo ospitasse modelli di varie marche, tra cui alcune Iso Grifo Rivolta, fu dedicato a partire dal 1990 esclusivamente a veicoli con il marchio Monteverdi. Peter Monteverdi, infatti, aveva riacquistato molte delle sue automobili, e oggi nel museo si trova qualsiasi tipo di vettura che Monteverdi abbia mai prodotto o almeno una copia.

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Fonte: Wikipedia