CRONOLOGIA PROTOTIPI



1956 Flaminia Prototipo

LANCIA



La Lancia nasce dall’iniziativa personale di Vincenzo Lancia e Claudio Fugolin, che si installano in un vecchio capannone dell’Itala a Torino. La società nasce nel 1906 e il suo primo modello è l’«Alfa 12 HP». La Lancia cresce velocemente sia nella qualità del prodotto sia nelle dimensioni dell’impresa. Del 1912 è il primo autotelaio per autocarro, il «Tipo 59», detto «Zeta», da cui deriva, nel 1913, la «Theta». Nel frattempo, Vincenzo Lancia ha assiduamente lavorato a un progetto rivoluzionario: la «Lambda», prima auto dotata di una carrozzeria a struttura portante e sospensioni anteriori a ruote indipendenti.

La «Lambda» diventa matrice di una lunga serie di vetture, come la «Dilambda» del 1928, creata appositamente per il mercato americano, dove viene fondata la Lancia Motors of America. Per fronteggiare la concorrenza della Fiat, Vincenzo Lancia decide di cimentarsi anche nel settore delle «economiche» con la «Belna» del 1932. Ma nella mente di Vincenzo Lancia c’è già un altro progetto che avrebbe ripetuto il clamore suscitato dalla «Lambda». Nel 1935 compare, infatti, l’«Ardennes», poi chiamata «Aprilia». La vettura è in effetti un’auto innovativa sotto tutti i punti di vista.

Il nuovo capitolo s’intitola «Aurelia», vettura mitica per l’eleganza della linea e la raffinatezza degli interni. Se l’«Aurelia» è la diretta discendente dell’«Aprilia», l’«Appia» è figlia dell’«Ardea». Negli anni 50 la Lancia attraversa una profonda crisi finanziaria, tanto che la società passa nelle mani del finanziere bergamasco Carlo Pesenti. La prima auto di questa nuova gestione è, nel 1957, la «Flaminia», una rivisitazione dell’«Aurelia». Ma è con la «Flavia» che la Lancia torna a essere, nel 1960, all’avanguardia nelle costruzioni automobilistiche. Questo modello, infatti, darà vita a una nutrita progenie di vetture che costituiscono l’asse portante della produzione Lancia negli anni seguenti, assieme alla «Fulvia» del 1963. Nel 1969 la famiglia Pesenti cede l’intero pacchetto azionario alla Fiat.

Negli anni Settanta la storia dei primati tecnologici e sportivi Lancia si rinnova con la «Stratos». La «Beta» è già un prodotto Fiat. Vetture fortunate saranno la «Delta», derivata dalla Fiat «Ritmo», e la «Thema» del 1984. La «Prisma», invece, è per la Lancia un ritorno al classico, mentre la «Dedra» (1989) resta in produzione in numerose versioni per dieci anni. L'ultima generazione di vetture che chiudono il secolo e inaugurano quello nuovo sono la Lancia «k» (1994), la «Lybra», la «Phedra» e la «Thesis». Un discorso a parte meritano le Autobianchi, che assumono il marchio Lancia a partire dal 1995 con il modello «Y», di cui nel 2003 è stato presentato il nuovo modello.

L'accordo del 2009 tra Fiat Group e Chrysler Group ha permesso al marchio Lancia un consistente allargamento della gamma e della rete di vendita in Europa. Dal 2011 infatti, la gamma Lancia è stata coordinata a quella Chrysler, e il marchio statunitense ritirato dal mercato europeo con la sola eccezione dei paesi anglosassoni. In questo modo tutta la rete di vendita e assistenza Chrysler è passata sotto il controllo Lancia, pur continuando la vendita di modelli a denominazione Jeep.[13] L'integrazione con Chrysler ha permesso altresì alla Lancia di rinnovare nel breve termine, tra il 2011 e il 2012, la gamma nell'ottica delle grandi auto: con la presentazione della seconda generazione della Thema (che ha sostituito la Thesis), della monovolume Voyager (che ha preso il posto della Phedra) e di una cabriolet di fascia medio-alta, la Flavia. Nel contempo, si è consolidata la presenza del brand nel segmento delle city car, con il debutto della nuova Ypsilon a cinque porte, stretta cugina della Fiat 500 del 2007.

Fonte: TAM