CRONOLOGIA PROTOTIPI



FIAT



La Fabbrica Italiana Automobili Torino (F.I.A.T.) viene costituita a Torino il 11 luglio 1899 con un capitale di 800.000 lire. Fondatore è Giovanni Agnelli, suoi soci sono Cesare Goria Gatti e il conte Emanuele Cacheramo di Bricherasio. Dopo otto mesi viene inaugurato il primo stabilimento in corso Dante, a Torino, dove viene prodotto il primo modello, un calessino a due posti. Il notevole sviluppo della gamma impone di ridurre i costi, risolvibile soltanto con la costruzione in serie. Nel 1908 la Casa torinese sbarca negli Stati Uniti, dove crea una società che realizza vetture su licenza. Con il 1910 arriva la prima vettura utilitaria: la «Tipo Zero», con motore da 1,5 litri. Per ottimizzare la costruzione delle vetture la Casa inizia nel 1916 i lavori per un nuovo stabilimento, il Lingotto, che, nel 1922, risulterà il più grande e il più moderno d'Europa.

Alla fine del 1919 debutta la «501». Nel 1923 entra in funzione il nuovo stabilimento del Lingotto e nel 1924 vengono inaugurati gli impianti di Mosca. Autunno 1925: compare una macchina storica e rivoluzionaria: la «509».
Che precede il successo della «Ballila» del 1932, di soli 995 cm3, e 730 kg di peso. Nel 1936 la volta della «500» che, con una cilindrata di appena 569 cm3, la più piccola automobile del mondo prodotta in serie. Ribattezzata «Topolino», è venduta in 122.000 esemplari fino al 1948. La Fiat inizia la costruzione di un moderno stabilimento a Mirafiori, che viene inaugurato il 15 maggio 1939.

Nel 1945 muore il senatore Giovanni Agnelli: alla presidenza della società viene nominato il professor Vittorio Valletta, l'artefice del balzo in avanti che la Fiat compie nel dopoguerra. Nasce la «500 C», poi è la volta della «1400» (1950) e quindi della «1100». Al Salone di Ginevra del 1955 viene lanciata la «600», la nuova utilitaria a 4 posti, con motore posteriore di 633 cm3. E nell'estate 1957 tocca alla «Nuova 500», un modello di enorme successo sostituito nel 1972 dalla 126. In questi 15 anni continua anche la politica di assorbimento di altre Case, acquisendo o partecipando a importanti marchi automobilistici, come Bianchi, trasformata in Autobianchi (1955), Lancia (1964), O.M. (1967), Ferrari (di cui rileva nel 1969 il 40% delle azioni).

Siamo nel 1966: Vittorio Valletta lascia la presidenza all'avvocato Gianni Agnelli, nipote del fondatore della Fiat, mentre a Ginevra viene presentata la Fiat «124». I modelli si susseguono a ritmi sempre più veloci: arrivano la «125», la «130», la «127» (che segue la «128» a trazione anteriore del 1969). Intanto la Fiat, nel 1979, diventa una struttura autonoma, denominata Fiat Auto S.p.A., dove vengono fatti confluire tutti i marchi acquisiti (Fiat, Lancia, Autobianchi, Abarth) e quelli in partecipazione (Ferrari). A questi si aggiungeranno nel 1983 quelli dell'Alfa Romeo e, nel 1990, della Maserati. Poi, nel 1988, con la morte di Enzo Ferrari, quello della Ferrari stessa. I veicoli industriali (Fiat, OM, Lancia, Maginus, Unic e Pegaso) erano invece già stati raccolti, dal 1974, sotto il marchio Iveco.

La Casa nel frattempo continua a sfornare modelli: la «Ritmo» (1978) e la «Panda» (1980), utilitaria a due volumi con diverse motorizzazioni (652 cm3 e 903 cm3) disegnata da Giugiaro. Ma è la «Punto» a segnare il decennio che chiude il XX secolo. Dello stesso periodo sono anche la «Cinquecento» (assemblata in Polonia, poi, dal 1998), la «Seicento», l'«Ulysse», la «Bravo» tre porte e la «Brava» cinque porte (1995) che prendono il posto della «Tipo» (1988) a partire dal 1995, la «Marea» (1996) e la «Multipla» (1998). La Fiat ora utilizza anche i nuovi stabilimenti a Prato Serra e a Melfi, mentre concentra la sua ricerca nella ecologia e nella tecnologia. Il 1999 è l'anno di presentazione della nuova «Punto» e del nuovo marchio della Casa, che riprende quello antico, circondato dall'alloro. Dal Brasile arriva, dopo la «Duna» (1987), la «Palio» (1997).

Sono anche gli anni della spider «barchetta» e quindi della «Stilo». Sono dell'ultimo periodo la nuova «Panda» e la piccola monovolume «Idea». Nel 2003 muore Gianni Agnelli, presidente della Fiat, autore dell'accordo con la General Motors che acquista una quota della Fiat. Gli subentra il fratello Umberto, a sua volta scomparso nel 2004: in primavera la presidenza assunta da Luca Cordero di Montezemolo al posto di Giuseppe Morchio), affiancato (in qualità di amministratore delegato di Fiat Auto) da Sergio Marchionne.

Indirizzo: Corso Giovanni Agnelli 20, 10135 Torino
Internet: http://www.fiat.com

Direttore del Design:

Fonte: Quattroruote - TAM