CRONOLOGIA PROTOTIPI


1939 Atom
1953 DB2/4 Fixed Head Coupè
1959 DB4 Prototype
1959 DB4 Works Prototype
1962 Project 212
1963 Project 214
1963 Project 215
1969 Lagonda V8 Saloon Prototype

ASTON MARTIN



L’Aston Martin nasce nel 1913 quando il meccanico Robert Bamford e il pilota Lionel Martin decidono di aprire a Londra una concessionaria di auto Singer. L’anno seguente i due realizzano una vettura da corsa montando su un telaio Isotta Fraschini un motore Coventry: con questo veicolo Lionel si aggiudica la corsa in salita Londra-Aston Clinton (nome che verrà utilizzato più avanti per ribattezzare il brand).
Nel 1915 vede la luce la prima auto del marchio la Coal Scuttle, una scoperta biposto dotata di un propulsore 1.4 a quattro cilindri, ma per via dello scoppio della Prima Guerra Mondiale la produzione viene interrotta in quanto i macchinari vengono requisiti per essere usati per scopi bellici.
Al termine del conflitto l’azienda che diventerà l’Aston Martin è in crisi: mancano soldi per investire in nuovi modelli e Bamford abbandona la società, che si risolleva solo grazie al sostegno economico del facoltoso nobile (e pilota) britannico Louis Zborowski.
Le prime vetture da corsa vengono costruite nel 1922 ma i successi non arrivano: due anni più tardi la società passa nelle mani di Lady Charnwood (che mette al comando il figlio John Benson) e dopo l’ennesima bancarotta del 1926 anche Martin si ritrova costretto a lasciare.

La svolta arriva nel 1926 con l’acquisto da parte di Bill Renwick e del genovese (trapiantato nel Regno Unito) Augusto Bertelli: i due, già in possesso di una società specializzata in motori aeronautici cimentatasi anche nella realizzazione di propulsori automobilistici, ribattezzano l’azienda Aston Martin.
L’Aston Martin, nuovamente in crisi, viene salvata nel 1932 da Lancelot Prideaux Brune, che a sua volta l’anno seguente cede la maggioranza del pacchetto azionario ad Arthur Sutherland. Nel 1934 il superstizioso Bertelli (rimasto come responsabile tecnico), convinto che l’assenza di risultati dipenda dalla tinta verde inglese tipica delle auto da corsa britanniche, rivernicia di rosso (colore usato per i modelli italiani) le sue vetture: in concomitanza con questa scelta scaramantica arrivano i primi successi assoluti.
Nel 1936 la Casa “british” inizia a concentrarsi sui modelli di serie, l’anno successivo Bertelli lascia l’azienda e nel 1939, in seguito all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, la fabbrica viene convertita alla produzione di componenti aeronautici.

David Brown, imprenditore britannico specializzato in mezzi agricoli, acquista l’Aston Martin nel 1947 e la rende un marchio famoso in tutto il mondo. L’anno successivo (in concomitanza con l’acquisizione della Lagonda) nasce il primo modello della nuova gestione, la 2-Litre Sports, una spider prodotta in soli 15 esemplari, mentre risale al 1950 il debutto della DB2, primo modello di una lunga serie di vetture contraddistinte dal prefisso DB (le iniziali di Brown).
Nel 1972 Brown cede l’Aston Martin al consorzio di Birmingham Company Developments, che a sua volta vende l’azienda tre anni più tardi a due uomini d’affari nordamericani (Peter Sprague e George Minden), i quali lanciano una serie di nuovi prodotti.
Il 1976 è l’anno in cui debutta l’ammiraglia a quattro porte Lagonda, nel 1977 tocca alla V8 Vantage mentre l’anno seguente è la volta della versione scoperta Volante. Queste vetture, però, non bastano a risollevare la Casa britannica dalla crisi.

La Ford inizia ad interessarsi del marchio “british” nella seconda metà degli anni ’80 e lo acquisisce completamente nella prima metà del decennio successivo: grazie al supporto economico della Casa statunitense si assiste ad un incremento della produzione e delle vendite. Merito di una serie di modelli azzeccati come la DB7 del 1994, la Vanquish del 2001 e la DB9 del 2004.
Un consorzio di investitori guidato da David Richards acquista dalla Ford il pacchetto di maggioranza dell’Aston Martin nel 2007. Nello stesso anno Wendlinger e il britannico Ryan Sharp trionfano a Monza e a Zolder nel Campionato FIA GT.
Nel 2012 il 37,5 della Casa “british” viene acquistato dal fondo di private equity milanese Investindustrial di Andrea Bonomi e l’anno seguente viene firmato un accordo con la Mercedes per la fornitura di motori AMG.

Fonte: Panorama Auto