.::  2006 SBARRO ALFA ROMEO DIVA  ::.


Le specifiche potrebbero non essere precise
DETTAGLI
Costruttore Sbarro
Modello Alfa Romeo Diva
Presentazione Ginevra, 2006
Design Centro Stile Alfa Romeo / Wolfgang Egger

MOTORE
Tipo Alfa Romeo V6
Cilindrata (cc) 3200
Potenza (cv) 290

DIMENSIONI
Lunghezza (mm) 3894
Larghezza (mm) 1869
Altezza (mm) 1182

PERFORMANCE
Velocità (km/h) 270
0-100 5,0 sec.
   


Ispirata nelle forme alla mitica Alfa Romeo 33 Stradale, la Diva è un prototipo di coupé a due posti con motore centrale, trazione posteriore e portiere con apertura verso l'alto, presentato al Salone di Ginevra del 2006.

Fu disegnata dal Centro Stile Alfa Romeo allora diretto da Wolfgang Egger e realizzata dalla Elasis, il centro di ricerca e sviluppo della Fiat, in collaborazione con la scuola del designer svizzero Franco Sbarro.

Il propulsore che alimenta la Diva è il 3.2 V6 delle Alfa Romeo 147 e 156 GTA elaborato per erogare 290 CV. La trasmissione è affidata al cambio robotizzato sequenziale a sei rapporti.

Pur non avendo mai effettuato alcun test ufficiale, secondo l'Alfa Romeo l'auto sarebbe stata capace di raggiungere i 270 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in 5 secondi, grazie al peso contenuto in 1.100 kg.

L'impianto di illuminazione sfrutta la tecnologia LED. Agli angoli esterni della carrozzeria sono stati posti diversi spoiler per migliorare l'aerodinamicità della vettura, mentre il raffreddamento dell'impianto frenante composto da dischi forati avviene tramite alcune prese d'aria poste nella parte bassa del paraurti anteriore.

All'estremità di queste prese d'aria si trovano gli indicatori di direzione. Le portiere sfruttano una soluzione ad ala di gabbiano e sono incernierate al centro del tetto. Gli specchietti retrovisori sono stati posti alle estremità superiori del telaio per migliorare ancora di più l'aerodinamicità complessiva della vettura.

Il bocchettone per il rifornimento del carburante deriva da quelli impiegati sulle vetture da competizione. Gli interni sono anch'essi ispirati alle auto da corsa, in quanto ospitano due sedili sportivi parzialmente in pelle dotati di cinture a quattro punte, volante sportivo Momo, bocchette di ventilazione e una console centrale su cui campeggiano numerosi manettini per la gestione dei parametri della vettura.

La cellula centrale del telaio è stata costruita in carbonio per aumentare la rigidità e contenere i pesi.

Quando venne presentata, nello stand della Ecole Sbarro, l'auto attirò subito gli sguardi del grande pubblico e infiammò il cuore degli appassionati del Biscione: si ipotizzò che l'Alfa Romeo ne avrebbe potuto derivare una versione di serie, da vendere tra i 50-60 mila euro, per competere con la Porsche Cayman.

Ma le cose andarono diversamente: l'Alfa Romeo decise che il rilancio dell'immagine della Casa sarebbe passato per la 8C Competizione, la coupé derivata dal prototipo presentato nel 2003 al Salone di Francoforte, da vendere in una serie limitata.


Fonte: Sbarro
Image Credit: Sbarro