.::  1960 PININFARINA ALFA ROMEO 6C 3000 CM SUPERFLOW IV  ::.


Le specifiche potrebbero non essere precise
DETTAGLI
Costruttore Pininfarina
Modello Alfa Romeo 6C 3000 CM SuperFlow IV
Presentazione Torino, 1960
Design Pininfarina

MOTORE
Tipo Alfa Romeo
Cilindrata (cc) 3000
Potenza (cv) n/d

DIMENSIONI
Lunghezza (mm) n/d
Larghezza (mm) 1830
Altezza (mm) n/d

PERFORMANCE
Velocità (km/h) n/d
0-100 n/d
   


La sigla CM è l'acronimo di Competizione Maggiorata, mentre il numero romano IV indica la quarta evoluzione del progetto di Pininfarina, svelato ufficialmente al Salone di Ginevra del 1960. La Alfa Romeo 6C 3000 CM Superflow IV, infatti, deriva da una delle otto 6C 3000 CM prodotte dalla Carrozzeria Colli per l’impiego agonistico nelle gare di endurance.

Due delle suddette otto vetture sono state convertite per l’uso stradale, nello specifico una modificata da Boano per Juan Peron (storico Presidente dell’Argentina) e l’altra destinata a Pininfarina che ha dato vita alla Superflow IV, conosciuta anche come ‘Coupe Super Sport Speciale’.

Identificata dal numero di telaio 00128, la Alfa Romeo 6C 3000 CM Superflow IV di Pininfarina è caratterizzata dalla molteplicità di componenti in plexiglass. Per quanto riguarda la meccanica, era previsto il motore 3500 da 275 CV di potenza con l’architettura a sei cilindri, come tra l’altro indicato dalla sigla 6C.

Pininfarina studiò e realizzò quattro differenti adattamenti della carrozzeria, sino ad arrivare alla definitiva Superflow IV. La prima versione fu presentata al Salone di Torino del 1956.

Il plexiglass era un componente fondamentale del progetto originale dell’auto e del suo look; ricopriva le ruote anteriori ed i gruppi ottici; le sezioni incernierate ad ala di gabbiano del tetto erano realizzate in plexiglass.

La seconda evoluzione della Superflow vide una nuova livrea. L’originale colore bianco con una striscia nera venne sostituito da un più appariscente rosso brillante e la striscia diventò bianca. Vennero sostituite tutte le parti in plexiglass, ad eccezione delle coperture dei fari anteriori, e venne realizzate un nuovo muso più affusolato di acciaio.

Al Salone di Ginevra del 1959 venne presentato il terzo progetto denominato Spyder Super Sport o Superflow III. Aveva il tetto apribile, ma senza l’originale frontale e le coperture dei fari che vennero eliminate.

L’anno successive, sempre a Ginevra, venne finalmente presentata la versione definitiva. La Coupè Super Sport Speciale o Superflow IV era una perfetta combinazione delle versione precedente. Si tornava nuovamente al plexiglass, stavolta utilizzato per il tetto a cupola e per le coperture dei fari.

L’auto avrebbe potuto essere utilizzata sia come una coupè che come una spyder grazie al fatto che i pannelli non erano incernierati ma potevano essere fatti scivolare verso il basso e dietro il lunotto posteriore.

La storia di quest’auto è una vera e propria cronologia del design e delle influenze degli anni Cinquanta e Sessanta.

Fonte: Pininfarina
Image Credit: Pininfarina