1984-85 ITALDESIGN FORD MAYA / MAYA II ES / MAYA II EM

Nonostante tutti i suoi problemi, il dramma personale e istituzionale e la miriade di problemi tecnici, John Z. DeLorean e la sua auto sportiva DMC12 hanno fatto sì che l'industria automobilistica tradizionale si svegliasse e cercasse nuove strade.

In pochi pensavano che avesse anche la minima possibilità di successo, ma alcuni si chiedevano: e se invece, contro ogni previsione, ce la facesse?

Quale sarebbe stato l'impatto sull'industria automobilistica con l’entrata di un giocatore indipendente con un'auto sportiva sexy e prestazionale? Avrebbe sicuramente avuto un successo di nicchia, ma sarebbe stato molto influente.

La Ford era molto concentrata sullo sviluppo degli avvenimenti della DeLorean. La Mustang, l’auto simbolo del marchio dell’ovale blu, era in costante crescita di vendite, quindi non erano sicuri che ci fosse spazio per un’auto sportiva di fascia più alta.

Nel 1984, la minaccia DeLorean era passata, ma l'interesse per una supercar era rimasta. La Ford insieme alla ItalDesign di Giugiaro hanno collaborato per esplorare le possibilità di un'auto sportiva con finiture e prestazioni superiori, da produrre in almeno 12.000 esemplari l’anno.

La Ford non aveva interpellato Giugiaro solo per il suo grande talento nel design, ma soprattutto per la sua conoscenza enciclopedica delle tecniche di produzione.

Il progetto realizzato dalla ItalDesign, la Maya, era una coupé a due posti con linea spiccatamente a cuneo, che prevedeva un motore centrale.

Era molto simile ad altre realizzazioni di Giugiaro, come la Mangusta, la Asso di Fiori o la Tapiro, solo per citarne alcune, ma ancora una volta, non era solo il design a essere importante, ma facilità di fabbricazione che avrebbe reso l'auto una prospettiva praticabile.

All'interno del profilo a cuneo era previsto un motore V6 da tre litri con una potenza di 140 CV. Ma era una motorizzazione provvisoria, in quanto un più potente V6 da 250 CV era già in sviluppo. Il bagagliaio anteriore era sorprendentemente spazioso per un’auto sportiva.

L'interno era molto spazioso, con sedili anatomici in pelle ed una plancia con strumentazione a incasso.

Dietro i sedili c'era ulteriore spazio per i bagagli, invece di un sedile posteriore che sarebbe risultato inutile.

La Ford Maya fu presentata al Salone di Torino del 1984. Fu ben accolta dal pubblico, ma la Ford non volle continuarne la progettazione.

Nel 1985, sempre con Italdesign, rimisero mano al progetto creando altri due prototipi, chiamati Maya II ES. Uno era sempre una coupè sportiva, ma dalle linee più morbide e verniciata di rosso, l’altro era una versione tre volumi con un motore ancora più potente.

Il progetto fu approvato, ma la Italdesign in quesgli anni aveva progettato anche la Lotus Etna, che sembrava destinata alla produzione, così la Ford decise che non avrebbe costruito un’auto che somigliasse ad una della concorrenza. O come molto più probabile, in America temevano che alla fine la Maya avrebbe tolto mercato alla Mustang.

Fonte: Italdesign Giugiaro - Story by Karl Smith
Image Source: Italdesign Giugiaro

Italdesign Ford Maya del 1984
La Ford Maya II ES del 1985
La Ford Maya II ES del 1985
La Ford Maya II ES del 1985
La Ford Maya II EM del 1985
La Ford Maya II EM del 1985