.::  1996 FIORAVANTI FIAT FLAIR  ::.


Le specifiche potrebbero non essere precise
DETTAGLI
Costruttore Fioravanti
Modello Fiat Flair
Presentazione Torino, 1996
Design Leonardo Fioravanti

MOTORE
Tipo Fiat
Cilindrata (cc) n/d
Potenza (cv) n/d

DIMENSIONI
Lunghezza (mm) 4200
Larghezza (mm) 1750
Altezza (mm) 1230

PERFORMANCE
Velocità (km/h) n/d
0-100 n/d
   


Flair come acronimo di "fluid air", evidenzia le qualità dell'aria come fluido utile a governare la dinamica del veicolo.

Il tema aerodinamico, iniziato con lo studio sulle forze assistite da turbina (Sensiva 1994), prosegue con un'analisi e una ricerca approfondita sulle parti inferiore e soprattutto posteriore del veicolo. Si sono ottenuti sia un ottimo Cx che un'efficace frenatura con particolari aerofreni.

Si è pensato ad un classico coupè all'italiana, 2+2, liscio e fluente che consumi pochissimo e che sfrutti la forza dell'aria per frenare.

Il cofano motore comprende nel suo disegno le aree dei dispositivi di illuminazione protetti da lunghe superfici trasparenti. Alla base del parabrezza è posizionato il tergiscristallo a scomparsa.

La parte anteriore è caratterizzata da una presa d'aria centrale con superficie e raccordi ottimizzati e delimitata inferiormente da un profilo deportante. Ai lati le prese d'aria per i freni connotano con una grafica dinamica la zona paraurti.

Il concetto di aerofreno è noto in aerodinamica, ma è applicato praticamente solo negli aerei, raramente nel campo dell'automobile. L'elettronica e l'uso di sensori permettono di gestire in modo appropriato ed efficace questi dispositivi.

Viaggiando al di sopra di una certa velocità quando si tocca il freno, si estraggono automaticamente l'aerofreno superiore e inferiore ed infine interviene l'impianto frenante tradizionale. Si ottiene in tal modo una frenata più "naturale" e un uso meno gravoso dell'impianto frenante.

L'aerofreno superiore è formato da una superficie perfettamente a filo nella posizione di riposo inserita nella parte terminale del padiglione. Frenando, questa superficie si alza fino ad una posizione quasi verticale.

L'aerofreno inferiore è costituito da un profilo alare che può ruotare in posizione di minima e massima resistenza in fase di frenatura.

Nella parte posteriore una sottile striscia luminosa ad alta intensità con le varie funzioni, incornicia lo "specchio di poppa". Due obiettivi di telecamere svolgono il servizio di retrovisione eliminando gli specchi esterni a beneficio aerodinamico e di minore aggressività della forma.


Fonte: Fioravanti
Image Credit: Fioravanti